Italia nell'Arte Medievale

Percorsi guidati nell'arte del Medioevo italiano suddivisi per aree geografiche


Albenga medievale
Sede vescovile dal V secolo e libero comune dal 1098, Albenga perdette la sua autonomia a scapito di Genova alla fine del XII secolo. Questo non impedì al vescovo di Albenga di costruire agli anni intorno al 1270 una nuova cattedrale che raggiunse nuovamente le dimensioni della basilica paleocristiana preesistente sullo stesso sito. Ripetutamente modificata nei secoli, all'edificio, che sorge in un area tutt'ora ricca di edifici medievali, sono state restituite alcune delle caratteristiche originali da un restauro del secolo scorso.
La cattedrale di S. Michele presenta una facciata a salienti interrotti che ingloba sul lato sinistro il campanile che si innesta all'inzio della navatella. La parte inferiore della facciata e del campanile sono costituite dalla muratura della chiesa precedente che aveva un'ampiezza pari a quella della sola navata centrale attuale.
La vista del fianco destro evidenzia l'innalzamento della navata centrale avvenuto nel tardo XVI secolo. Evidente è la linea di imposta del tetto della navatella, sottolineato da archetti pensili a sesto acuto.
Il lato destro della facciata è ricoperto con un paramento in pietra, non eseguito nella parte intermedia, delimitato da archetti su peducci figurati. Nel paramento sono inseriti alcuni elementi scultorei raffiguranti animali, protomi e soggetti vegetali.
In corrispondenza delle navatella destra si apre un portale le cui colonnine addossate dai capitelli scolpiti ed il cui archivolto a conci di colori alteranti lo fanno risalire al XIV secolo.
L'accesso alla navata sinistra avviene attraverso un portale risalente anch'esso al XIV secolo.

Al XIV secolo risale anche l'elegante campanile in laterizio, diviso in cinque piani, il cui lato aumenta progressivamente salendo verso la sommità, da mensole su archetti. La cuspide venne aggiunta nel 1381. A destra nella foto la torre civica pure trecentesca ed al centro la torre gentilizia eretta dai Malasemenza.

La parte superiore della facciata è aperta da un rosone arbitrariamente ricostruito. Al di sotto sono stati inseriti due interessanti rilievi provenienti forse dalla fabbrica romanica.
Al di sopra di protomi umane poggiano coppie di colonnine scolpite che a loro volta sostengono due figure umane rozzamente scolpite con le braccia sollevate.
Sui capitelli che sembrano sorreggere con le braccia si trovano due leoni che ghermiscono delle prede.
Sul fianco sinistro si apre un portale nel quale sono stati riutilizzati l'architrave ed alcuni plutei della fase preromanica della chiesa.
Si conservano solo la parte inferiore delle absidi centrale e sinistra: in quella centrale ad un ordine scandito da semicolonne si sovrappone una loggetta su archi col fondo decorato a scacchi bianchi e neri.
L'interno si presentava barocco sino al 1967 quando venne prese la discutibile decisione di ripristinare l'aspetto tardo romanico solo al livello dell'imposta delle volte del tardo XVI secolo.
Nell'abside si conservano resti di affreschi raffiguranti santi sotto arcature. Quelli al centro sono del XIV secolo, quelli a destra sono stati ripresi nel XV secolo.
All'inizio della navata destra si conserva un affresco votivo al di sotto di un archivolto: vi è raffigurata S. Chiara con il donatore ed una scena di tempesta.
A sinistra della facciata si elevano la torre civica e la torre dei Malasemenza. La torre civica domina il Palazzo Vecchio del comune, molto restaurato. Al piano terra del palazzo si trova una loggia su due campate costruita nel 1421 modificando le strutture preesistenti.
A fianco della cattedrale sorge l'importante battistero paleocristiano del V secolo, che conserva le transenne scolpite alle finestre e, all'interno un mosaico coevo.
All'esterno dell'abside si apre la piazzetta dei Leoni, qui posti dai conti Costa, proprietari della torre, il cui basamento in pietra risale al XII secolo, e degli edifici attigui (XIV secolo).
Separata dal fianco sinistro della cattedrale dall'area in cui sorgeva il chiostro dei canonici sorge la chiesa di S. Maria in fontibus che sulla facciata rifatta nel Seicento conserva il portale e la trifora trecenteschi.
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