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Il basilica di San Nicola a Bari
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L'interno della basilica è stato profondamente alterato dalla costruzione dei tre archi trasversi a seguito del terremoto del 1456. L'arco più orientale si appoggia ai pilastri compositi che interrompono le file di colonne longitudinali. Gli altri due hanno richiesto di raddoppiare le colonne dei primi due ordini della navata mediante il riutilizzo di esemplari antichi ancora disponibili sul cantiere.
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Al di sopra del livello degi archi trasversi si osservano le trifore del matroneo, racchiuse da un arco cieco. I capitelli sono interessanti esempi di scultura della metà del XII secolo ma sono ora difficilmente osservabili. Più in alto un ulteriore ordine di monofore.
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Le navatelle sono ricoperte con volte a crociera i cui archi trasversali ricadono su semicolonne addossate alle pareti laterali.
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I capitelli originali sono in massima parte di tipo composito con qualche esempio di decorazione figurata; i capitelli che sorreggono gli archi trasversi sono stati probabilmente eseguiti allo scopo.
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Un arco triplo con interessanti capitelli separa la navata dal transetto.
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Lo spazio del transetto è diviso in tre parti da alti arconi tra i quali si osserva un soffitto seicentesco. Le absidi si inseriscono sul muro di fondo con la mediazione di un semplice rincasso.
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Le absidi laterali sono di dimensione molto infersiore rispetto a quella centrale. Le facciate dei transetti sono aperte da due ordini di bifore; al di sotto si osserva il percorso sospeso che mette in comunicazione i matronei con le torri absidali.
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L'altare è sormontato da un ciborio di struttura romana che viene fatto risalire agli anni Trenta del XII secolo. Sull'architrave è incisa l'iscrizione:
"ARX HAEC PAR COELIS / INTRA BONE SERVE FIDELIS / ORA PRO TE POPULOQUE"
L'altare è posto su tre gradini che recano una lunga iscrizione ad incrostazione in cui sono menzionati Elia ed il suo successore Eustasio.
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I capitelli del ciborio sono interessanti per lo stile rigido e asciutto che non hanno punti in comune con l'opera del cosiddetto Maestro che ha scolpito la cosiddetta cattedra di S. Elia, che si caratterizza per l'estrema naturalezza e plasticità delle figure che si affollano alla sua base.
Pur riportando il nome di Elia, l'opera risale sicuramente alla metà del XII secolo.
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Sotto il transetto si estende la cripta cui si accede attraverso due scalinate laterali. Divisa in trentasei campate voltate a crociera, presenta un insieme di capitelli molto interessante: la maggior parte sono stati eseguiti per la cripta tra il il 1087 ed il 1089.
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